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Non posso far passare questa indimenticabile esperienza senza scrivere qualcosa. Alle lunghe distanze bisogna essere mentalmente preparati e questo si sa, ma puoi rendertene veramente conto solo affrontandole, km per km, passo dopo passo. Una giornata caratterizzata da un'incessante pioggia, che ha reso l'impresa ancora più difficile. Ma la testa era concentrata sull'obiettivo e non ha voluto distrazioni ma solo aiuto, conforto da chi ha affrontato insieme a me questo lungo viaggio:  Nora ma soprattutto Giuseppe fino alla fine.  Momenti di felicità come al passaggio della maratona per il saluto e l'incoraggiamento di Morena, momenti di sconforto per lo sterrato dopo 45° km, momenti di grande emozione per il tifo della dolcissima Patrizia quasi al termine ... e poi quell'emozione che mi ha tolto quasi il fiato tanto da dovermi sedere dopo il mio arrivo per sentirmi una NEOULTRAMARATONETA, sempre più vicina a mio padre!

Il 10.03.2018, giorno prima della partita di rugby Wales – Italia che purtroppo si è conclusa con un’altra sonora sconfitta per gli azzurri (38 – 14), con mio figlio Paolo Giulio abbiamo partecipato alla Grangemoor Parkrun di Cardiff.

Il circuito Parkrun è molto popolare in Gran Bretagna, sono gare di 5 km che si disputano il sabato mattina, l’iscrizione è gratuita e non ci sono premi, è presente un efficiente servizio di volontari, la classifica viene pubblicata ed inviata via mail in tempo reale ed è sempre disponibile un servizio fotografico. Al posto del pettorale si usa un codice a barre che vale per tutto il circuito Parkrun indipendentemente da dove si disputa la gara.

Il percorso è sempre all’interno di parchi molto pittoreschi ed alla fine dell’evento si va tutti insieme a prendere qualcosa al bar per socializzare.

Nel caso di Grangemoor la corsa si è svolta al lato dell’Ely River su sentieri pianeggianti asfaltati all’interno del parco stesso. Curve a gomito, limitata ampiezza dei viali e considerevole numero dei partecipanti (146) hanno rallentato la velocità dei runners ma ciò non ha costituito assolutamente un problema. E’ stata una mattinata di sport tra “amici” in un posto stupendo. Raccomando a tutti di partecipare ad una Parkrun nel caso in cui ci si trovi di sabato in Gran Bretagna.

E’ stata questa la nostra terza esperienza (le altre 2 ad Edinburgo) e sicuramente non sarà l’ultima.

 

Spedizione Atleticom ASD alla Brunello crossing. La gara, seconda prova del circuito Tuscany crossing, si disputa su tre distanze, 13-23-44.5 km. La partenza, caratterizzata dal freddo pungente, è stata dal castello della bellissima Montalcino e il percorso lungo dopo una prima parte in discesa si sviluppa in un dolce saliscendi collinare piuttosto veloce in un paesaggio di casali e vigneti veramente notevole. Dal 20° km circa il tracciato si "incattivisce" a causa del continuo scendere e salire dai borghi antichi dove erano situati rilevamenti chip e i cinque ristori (ottimi! All' altezza del luogo). Nel totale 1700 m di dislivello in salita che ne fanno una ultra di tutto rispetto e che merita  i due punti qualificanti per l' UTMB. Nella prova lunga (tempo max 8h 30') si sono  cimentati circa 300 atleti che hanno ricevuto all'arrivo un bel calice con logo della gara da riempire al traguardo di ottimo vino rosso prima del pranzo finale (ci voleva! ).

Per la nostra squadra encomiabile prestazione di Giorgia Gargiulli e Ani Dimitrova alla loro prima ultratrail, rispettivamente al traguardo in 6h 38' e 6h 44', a loro il grande merito di aver dimostrato massimo impegno, resistenza e tenacia su un percorso veramente duro e sfiancante. In campo maschile era presente chi scrive, Sergio Torri, al traguardo in 5h 56'.

Iscritta ma non partente la nostra esperta trailrunner Simona Tamburrini, bloccata da una infreddatura stagionale.

Saluti trail, alla prossima!

 

Il 21 gennaio si è svolta a Roma una delle classiche del calendario podistico regionale, la Corsa di Miguel, giunta quest’anno alla sua 19ª edizione.

Il percorso e quello che ha caratterizzato le ultime edizioni, con partenza davanti al ministero degli esteri ed arrivo all’interno dello Stadio Olimpico. Tracciato quindi ben conosciuto dalla maggior parte dei runners e piuttosto veloce: molti qui alla ‘Miguel’ hanno stabilito il proprio personale sui 10 km.

Come spesso è accaduto anche in passato, il brutto tempo che ci aveva accolto allo Stadio dei Marmi per la consegna dei pacchi gara è andato via via migliorando con il trascorrere dei minuti, tant’è che all’arrivo vi era un timido sole a scaldarci dopo la corsa.

La truppa ATLETICOM ASD presente con 11 atleti schierati alla partenza e tutti quanti giunti all’arrivo secondo le proprie previsioni di timing; da sottolineare che altri due nostri atleti, Giovanna Governatori e Ettore Lelli, per motivi di classifica UISP, hanno partecipato con la Polisportiva Montalto di Castro con cui sono tesserati.

Anche quest’anno la corsa di Miguel ha visto la partecipazione di un numero impressionante di atleti: ben 4837 podisti hanno tagliato il traguardo della 10 km competitiva!

Il 28 gennaio 2018. Primo trail stagionale a Castiglion Fiorentino, la Ronda Ghibellina Trail, nella piccola ma bellissima Val di Chio a ridosso della piu' conosciuta Val di Chiana. Percorso piu' duro del previsto, 45 km con 2500 metri di dislivello in salita (tempo max 9h 30'). La gara merita sicuramente la certificazione e i 3 punti (4 nella versione 70 km) accreditati ai finisher dalla ITRA (International trail running association) ed è anche qualificante per l' Ultra trail du Mont Blanc; insomma una "ultra" di tutto rispetto nel panorama trail del centro Italia, niente da invidiare alle più blasonate gare del nord.

Da subito si è capito che il tracciato e l' altimetria non avevano niente a che vedere con la Ronda delle prime edizioni, conclusa personalmente con 1h 30' di meno!

Salite ripidissime e discese molto tecniche ed a tratti viscide e rocciose che non hanno dato tregua ai quadricipiti ed alle articolazioni, un continuo scendere e salire davvero duro.
La giornata mite e soleggiata ci ha accompagnato per tutto il percorso.

Al traguardo, dopo 7h 15', un bel boccale in terracotta pieno di birra artigianale, una di quelle esperienze che regalano una grande soddisfazione per averle portate a termine.
Ottimo terzo tempo con pranzo finale nel Palazzetto dell sport locale.

Completavano la manifestazione la Ronda Plus (70 km), la Ronda Valligiana (24 km) e la Ronda Assassina (15 km).

 

 Saluti trail a tutti, alla prossima!

 

Il giorno 28 gennaio alle ore 9:30 si da inizio alla 39ma "maratonina dei 3 comuni".

Questo straordinario percorso lascia ogni anno senza parole i suoi partecipanti, inebriati dai panorami mozzafiato che separano -appunto- i tre comuni di Castel Sant'Elia, Nepi e Civita Castellana.

Una 23 km molto interessante dal punto di vista tecnico. 

Quest'anno con partenza da Castel Sant'Elia (i tre comuni ruotano ogni anno nella partenza della gara), il percorso ha inizio con circa 4km di buon allungo; al quarto km si scorge la rotonda di Nepi, con un arrampicata di circa 5/6% di pendenza fino alla vetta della cittadina, giro nella piazza del comune e scesa veloce di nuovo alla rotonda. Successivamente, 10km di piana e false pendenze separano Nepi da Civita Castellana; nel mentre si sprecano i panorami agricoli a perdita d'occhio, intervallati da tratti di strada in salita con dirupi di roccia e tufo, ombrosi e inumiditi dall'inverno. 

Superata Civita Castellana, il percorso prosegue scendendo, in un tratto ripidissimo e velocissimo di un paio di km fino al km 16, per poi risalire per il resto della gara. 

Dapprima la salita è molto impegnativa, con circa 2km a pendenza dell'8/9%; poi, prosegue in un lunghissimo falsopiano - sempre in salita - per i 5km residui.

La gara si conclude con il rientro di circa un km all'interno di Castel Sant'Elia.

Quest'anno partecipano per Atleticom ASD Simona Tamburri e Vittorio Innocenti (io).

Personalmente sono davvero soddisfatto per aver scelto di partecipare a questa straordinaria manifestazione e del percorso svolto: sono ancora inebriato dai panorami senza parole di cui ho avuto modo di godere quest'oggi. 

Ho chiuso i miei 23km in 1h:33m:00" con passo 4':10", 87mo su 1780 partecipanti: non certo una top-performance ma per me complessivamente dignitosa, considerando il tracciato tecnicamente impegnativo.

È stata, infine, una perfetta occasione per una gita fuoriporta con la famiglia: cene di carne, pranzi al lago, pernottamento a Civita Castellana; l'emozione, tra l'altro, di vedere mio figlio (20mesi) che ha atteso con la mamma che il papà passasse per Civita Castellana di corsa, insieme a quei tanti,  buffi, gruppuscoli di omini colorati.

 

Alla prossima!

 

Il 12 novembre 2017 si è tenuta la 35ma edizione della Maratona di Atene, organizzata dal comitato olimpico ellenico (SEGAS).

Questa Maratona, come noto, rappresenta l'omonima corsa compiuta nel 400 a.c. circa da Filippide, al quale fu affidato il compito di portare ad Atene la novella della sconfitta dei Persiani a Maratona e, quindi, il ritorno della pace. Rispetto alla lunghezza autentica del percorso, 38km circa, nella storia della Maratona sono stati aggiunti alcuni tratti: inizialmente arrotondata ai circa 40km, è stata oggetto di altre rivisitazioni che l’hanno portata agli attuali 42.195 metri; si tratta di una distanza stabilita definitivamente nel 1908 dal comitato olimpico di Londra che, nell’organizzare la stracittadina britannica aveva riscontrato che con tale lunghezza sarebbe stato possibile eseguire un percorso tra i due stadi principali della città. Da quel momento la Maratona avrebbe suscitato interesse crescente in molte città nel mondo, oltre Boston e Londra, rappresentando oggi la principale manifestazione sportiva podistica.
Nonostante l'ampia scelta di Maratone internazionali, la distanza che copre Maratona ad Atene rimane di un fascino assolutamente non replicabile, che ogni amatore dovrebbe percorrere perlomeno una volta; questo, a mio avviso, per tre importanti motivi. Innanzitutto, il percorso della Maratona di Atene non è circolare, dato che presenta un obiettivo semplice e ben definito: arrivare ad Atene; Non capita tutti i giorni di percorrere un tratto lungo ben 42.195 metri senza mai tornare indietro, senza circuito e senza ritorno, che separa due città in un tutt’uno privo di discontinuità.
Un secondo importante elemento riguarda l'aspetto tecnico: il percorso Maratona-Atene è altamente stimolante ed impegnativo, da tutti considerato tutt'altro che facile; si sviluppa, infatti, in dislivelli continui ed è accompagnato da un insieme di microclimi tipici delle zone che attraversa: la campagna, la costa, la collina e infine la città.
Il terzo e forse il più importante aspetto che rende davvero unica questa gara, riguarda la partecipazione calorosa del popolo greco: in questa giornata la gente si unisce attorno al principale simbolo di orgoglio nazionale, che ricorda gli antichi fasti e rappresenta il trionfo della sportività greca e mondiale.

Le particolarità del percorso e l’indiscutibile impegno del popolo greco a rendere unica questa manifestazione, unitamente alla partecipazione nazionale a livello governativo hanno consentito, nei fatti, di ottenere una ricetta vincente, che consente a questa maratona di registrare un’incremento costante e più che proporzionale dei propri partecipanti, anno dopo anno; in questa trentacinquesima edizione, in particolare, si è registrato quasi il doppio dei partecipanti rispetto all’anno precedente, con un numero che porta quest’evento ad essere considerato meritevolmente tra i principali incontri TOP mondiali, ai livelli delle principali maratone del mondo quali Boston, NewYork, Londra e Berlino. Quest’anno, SEGAS e la città di Atene sono riuscite a dare un seguito ineccepibile ad un numero di iscritti decisamente superiore a qualsiasi più rosea aspettativa, meritandosi a loro volta il trofeo di grandi organizzatori internazionali: oltre ai ben diciottomila e cinquecento iscritti di quest’anno, bisogna considerare infatti un indotto davvero numeroso, composto dai partecipanti delle corse minori -altre cinquemila unità circa per le corse a 5 km e a 10 km nonché i famigliari, gli accompagnatori e gli altri avventori. Nel complesso, Atene ha gestito un numero di ospiti internazionali ben superiore alle 50mila unità, che nel solo weekend del 12 novembre si è riversato nele strade della capitale ellenica alimentando un clima di festa sportiva.

ll percorso di gara copre una buona fetta della Grecia continentale, il dispiegamento di mezzi è estensivo e la disposizione iniziale è ordinata.
Il tracciato Maratona-Atene si presenta come un lungo rettilineo ricurvo, composto da due segmenti lunghi circa venti km cadauno, con una curvatura di alcuni km in prossimità del ventunesimo km, ed una forma simile ad una “U” oblungata. Per raggiungere la città di Maratona, la SEGAS ha messo a disposizione un esercito di Pullman: tra le 5:30AM
e le 6:45AM questi mezzi pubblici sarebbero partiti a ciclo continuo da tutte le stazioni delle Metro di Atene consentendo quindi ai circa ventimila podisti di raggiungere la città. In loco, un servizio di Bus/guardaroba fornito dalla DHL consentiva di depositare i propri averi per poterli riprendere a fine gara. Uomini dello staff, onnipresenti, consegnavano ai podisti beni di prima necessità, quali i camici di plastica per ripararsi dall’aria fresca, se cosi si può definire l’aria greca di metà novembre (15/20 gradi). Pochi minuti prima dell’orario di partenza, si è invitati a disporsi ordinatamente in un cordone di podisti,suddivisi in tre sezionali (best, medio e lenta). Il sezionale best risulta a
sua volta suddiviso in 10 blocchi: dal blocco 1 e 2, rispettivamente dedicato ad Elite e Top Runner, al blocco 10 che raccoglie maratoneti con tempi comunque di rispetto, attorno alle 4ore e mezzo. La gara ha inizio con l’uscita dallo Stadio di Maratona in una tratta piuttosto rilassante di pianura campagnola lunga circa 10km, con una deviazione ad U lunga circa 3500metri posizionata tra il quarto e il sesto km che consente l’allungamento del percorso originario, di 38km, alla distanza mondialmente riconosciuta di 42.195.
A seguire il tracciato si arricchisce, dispiegandosi in un impegnativo saliscendi tra varie cittadine locali, con un inclinazione media dell'1.5 percento sui 21km intermedi (tra il decimo km e il trentunesimo circa) che mette i podisti a dura prova fino alla vetta collinare di circa 250 metri di altitutidine.
Gli ultimi circa 12km sono sviluppati per lo più in discesa, parte per raggiungere le porte della città, parte al suo interno, inizialmente attraverso i grattacieli di periferia, quindi lungo le più tradizionali vie storiche della capitale in direzione dello Stadio centrale di Atene.
I punti di ristoro sono posizionati ogni 2,5km anzichè i consueti 5; questa scelta dispendiosa è encomiabile, dato che consente una maggiore flessibilità nella pianificazione dei momenti di idratazione; anche per quanto riguarda i rilevatori di velocità, l’organizzazione non ha badato a spese: nella Maratona di Atene i rilevatori sono infatti posizionati ogni 5km (km 5, 10, 15, 21,098, 25, 30, 35, 40 e fine gara) permettendo quindi di ottenere un rendiconto completo delle proprie prestazioni. Attorno ai rilevatori e ai punti di ristoro si concentrano nuclei copiosi di persone che alimentano un clima generale di grande manifestazione: DJ set con musica ritmata, bande di suonatori, danzatori di tarantella greca aggiungono folklore ad una consistente folla di abitanti che si addensano lungo il percorso; i cittadini in festa di tutti i paesi attraversati si uniscono, in effetti, in un corridoio umano lungo oltre 42km a costante stimolo dei runner e della loro impresa. I bambini tendono le mani per poter avere un ‘cinque’, le bambine distribuiscono simboliche piante di ulivo, donne ai cigli della strada preparano vettovaglie da consegnare ai podisti: incuranti della presenza di punti di ristoro ufficiali, i cittadini intendono contribuire personalmente alla buona riuscita dell’evento, attirando i podisti con beni simbolici di ogni genere, che spaziano dalla bottiglietta d’acqua alla bandierina greca o il ramoscello di ulivo. L’incalzamento della gente è a dir poco emozionante: in ogni dove si ripetono canti, congratulazioni e incitamenti; “Bra-vo” e “For-za”, parole che evidentemente la lingua italiana e greca condividono, sono pronunciati da abitanti di ogni età e sono di compagnia costante
per tutto il percorso di gara.

Quanto ad Atleticom ASD, in questa edizione partecipiamo in tre: Giorgia Gargiulli, SergioTorri e Vittorio Innocenti (io); non pochi, se si pensa all’inconsueta location.
Relativamente alla mia prestazione, concludo la gara in 3h:05:58: 192mo assoluto dei 18500 partecipanti di cui 14500 finalisti e diciottesimo degli 854 connazionali che hanno gareggiato; un risultato che, se volessi analizzarlo, lo riterrei deludente, intavolando recriminazioni simili a quelle che già manifestavo alla Maratona di Roma. In questo caso, tra l’altro, si aggiunge l’aggravante di non aver alcune tonsillite, una febbre a 38, una gamba dolorante o qualsiasi altra goffa giustificazione che mi spieghi i motivi di aver ottenuto un tempo che in linea prettamente teorica non mi apparterrebbe; i risultati costanti di 79/80/81minuti a cui mi sono abitutato nelle varie mezze maratone svolte, il passo medio di gara tra i 3:48min/km e i 3:50min/km, e i risultati che ottengo nelle solitarie mi suggeriscono infatti che in maratona dovrei riuscire ad ottenere prestazioni sui circa 4:00min/km già al netto del 10%/15% di decrease tecnico, traducendosi in un’aspettativa teorica di risultato attorno ai circa 2h50min complessivi. Evidentemente, la teoria si scontra con una realtà scomoda che mi suggerisce di abituarmi a un quarto d’ora di ritardo rispetto al mio tempo teorico (e auspicato), gareggiando in lenti simili a quelli che ottengo in solitarie domenicali di distanza equivalente, nel doveroso riconoscimento dell’esistenza di una qualche inspiegabile distorsione spazio-temporale che mi colpisce quando sono in gara.

A parte le mere e un pò noiose considerazioni di tipo tecnico prestazionale, ritengo davvero importante soffermarsi sull’importante e pieno significato di partecipare a questa gara, che prescinde da un semplice risultato: in questo particolare frangente storico, infatti, la Maratona di Atene rappresenta un occasione sportiva davvero unicadi cui sono stato entusiasta partecipante e che rimarrà certamente nel mio cuore tra le imprese più importanti che ho avuto la fortuna di vivere. Lo spirito della gente che incita i diciottomila partecipanti rappresenta in molte misure, infatti, lo spirito democratico e l’annuncio della pace, ricordando da una parte le difficoltà che la Nazione greca sta attraversando, e dall’altra i tristi recenti accadimenti di cronaca mondiale, con riferimento a quanto accaduto a Boston pochi anni fa e quanto si temeva potesse accadere di nuovo, in occasione della recente Maratona di NewYork.

In simbolo di questa rappresentanza, al 4km dalla partenza una bimba consegnava al volo ramoscelli di olivo agli avventori podisti. Quanto a me, l’ulivo che ero riuscito ad
ottenere si fondeva nella corsa che gareggiavo, stimolandomi a percorrere senza soste il particolare tracciato che attraversavo, e alimentando un sentimento di gioia
misto a commozione. Ho custodito il ramoscello in mano per i 38km successivi; ho dato il cinque a tutti i bimbi che incontravo, puntando in particolar modo ai bimbi più
simili a mio figlio.

Al venticinquesimo km ho diviso in due il ramoscello di ulivo che tenevo, consegnandone metà all’uomo che correva al mio fianco sinistro, come se fosse una
staffetta ideale. Al trentesimo km, all’inizio della discesa verso Atene, gioivo a scoprirmi ancora del tutto pieno di energie mentre scorgevo la città in lontananza, raggiunta la quale avrei messo il punto di questa manifestazione strepitosa.
Al quarantesimo, in mezzo a un gremito corridoio umano di cittadini ateniesi e dopo aver attraversato le strade e i grattacieli della periferia, fendevo l’ulivo verso l’alto, ricevendo
in cambio un applauso commosso da un pubblico a dir poco esultante. Al km 42.195 attraverso il traguardo pieno di commozione, riscoprendomi una persona diversa e cresciuta da quella che partiva da Maratona tre ore prima; trionfante con il mio ulivo, mi distraevo da un messaggio di speranza mentale che mi aveva accompagnato lungo questo viaggio e fino al traguardo: perché ogni maratona, in fondo, è uno straordinario viaggio introspettivo. L’ulivo è a casa mia a Roma, oggi, a distanza di una settimana non riesco a distogliere la mia mente da quelle strade e da quella gente, rimuginando spesso su una citazione del grande Haruki Murakani, che allego, in
chiusura di questo lungo resoconto.

{..} Affronto i compiti che ho davanti e li porto a compimento uno a uno, fino ad esaurimento delle forze. Concentro la mia attenzione su ogni singolo particolare , ma al
tempo stesso cerco di avere una visione globale, e di guardare lontano; perchè si dica quello che si vuole, ma io sono un maratoneta {..}.

 

Un fiume di gente sulle strade della capitale per l’Atleticom We Run Rome. Nella settima edizione della gara di San Silvestro, a Roma, più di 10.000 podisti al via con il secondo posto sui 10 chilometri femminili di Sara Dossena in 33:38. La 33enne lombarda del Laguna Running, che all’inizio di novembre ha messo a segno un brillante debutto in maratona (sesta a New York con 2h29:39 e prima delle atlete europee), oggi corre in rimonta e per appena tre secondi arriva dietro soltanto alla polacca Karolina Nadolska, vincitrice in 33:35. Entrambe riescono a precedere la britannica Lily Partridge, terza con il tempo di 33:53, mentre finisce quarta in 34:40 la piemontese Sara Brogiato (Aeronautica), che quest’anno si è aggiudicata l’edizione inaugurale della Rome Half Marathon Via Pacis nella città eterna. Alle spalle della francese Fadouwa Ledhem, quinta con 35:10, si piazzano nell’ordine Federica Dal Ri (Esercito, 35:24), Sveva Fascetti (Atl. Brescia 1950, settima in 35:48) ed Elisa Bortoli (Esercito, 35:58).

La gara maschile vede imbattibili gli atleti africani con il successo del keniano James Kibet in 29:03 davanti al marocchino Jaouad Tougane (29:12).

Un azzurro sul podio anche tra gli uomini per merito di Stefano La Rosa: il 32enne carabiniere grossetano è terzo con 29:23 seguito da Daniele Meucci. Per l’ingegnere pisano dell’Esercito, campione europeo in carica di maratona, quarto posto in 29:42. Poi il siciliano Giuseppe Gerratana (Aeronautica) e il ruandese Pontien Ntawuyirushintege (#iloverun Athletic Terni), ambedue con il crono di 30:40, quindi settimo Joao Bussotti (Esercito, 30:45) e ottavo Ala Zoghlami (Cus Palermo, 31:33) dopo aver attraversato i luoghi più ricchi di storia e di fascino di Roma, dalle Terme di Caracalla al Circo Massimo, piazza Venezia, via dal Corso, piazza di Spagna, piazza del Popolo, il Pincio, Villa Borghese, via Veneto, via dei Fori Imperiali, il Colosseo, arrivando sulla linea del traguardo ancora una volta alle Terme di Caracalla, per i runner della 10 km agonistica e delle due non competitive su 5 e 10 chilometri.

Fonte: Fidal.it

 

Domenica 5 Novembre si è svolta una delle gare classiche del circuito Corrintuscia della UISP di Viterbo. La gara, giunta alla sua 23° edizione, è organizzata dagli amici della Polisportiva Montalto di Castro. Si sarebbe dovuta svolgere anche la mezza maratona ma, per le nuove normative federali che tutti conosciamo, è stato possibile dare il via alla sola gara di 11 Km. Molti i partecipanti che quest’anno hanno superato quota 200!

Prima della partenza della corsa competitiva ci sono state le gare per i bambini che sono stati tutti premiati: iniziativa che contraddistingue le gare podistiche montaltesi e che si spera possa contribuire ad avvicinare le nuove leve a questo nostro meraviglioso sport.

A difendere i colori dell’ ATLETICOM ASD i seguenti atleti: Giorgia Gargiulli (54’25”), Ettore Lelli (58’34”), Sergio Torri (54’12”) e Riccardo Zavatta (49’38”). Hanno partecipato anche i nostri tesserati Giovanna Governatori (50’17”) e Giuseppe Germani (57’25”) con la squadra di casa, la Polisportiva Montalto.

Un grazie agli organizzatori che sono riusciti a regalarci un’altra bella mattina di sport.

Il giorno 1 Novembre 2017, alle ore 10 ha avuto inizio la Corsa dei Santi 2017.

Quest’appuntamento TOP Capitolino è ormai giunto alla sua decima edizione, risultando ormai decisamente apprezzato da un pubblico sempre più vasto e relativamente eterogeneo, tra cui spiccano i principali nomi podistici insieme ad amatori, tapascioni e top runner romani. La giornata è stata inoltre il miglior compromesso che si potesse sperare da un dì di mezzo autunno: un vivido sole autunnale che riscalda piazza San Pietro con i suoi circa 14 gradi, le luci che rimbalzano tra le cupole, i raggi che inebriano i runner in posizione, il cielo alto e terso, l’aria pulita e refrigerante.

Nel suo complesso, all’evento hanno partecipato in quasi 7500 tra la gara competitiva e non competitiva: risultati davvero notevoli, se si pensa che nel lustro passato la competizione contava circa la metà dei concorrenti; certamente, in precedenza, non le veniva dedicata una rubrica di dieci minuti sul TGR Lazio delle 19.30. Questo avviene probabilmente per la scelta di un percorso davvero stimolante, organizzato in un orario “comodo” e in una giornata di festa in cui raramente ci si concedono lunghi ponti. Ci sono sicuramente alcuni aspetti che possono essere migliorati ma che comunque non hanno influito sull’attrattività dell’evento, vista la giornata di rara bellezza autunnale ed il percorso di spiccata bellezza artistico-culturale. Sul tracciato della distanza di circa 10200 metri, la competizione ha inizio di fronte a San Pietro, si sviluppa lungo tutta la splendida via della Conciliazione, e prosegue con attraversamento tiberino in direzione piazza Venezia, in un circuito del tutto longilineo che attraversa Fori Imperiali, Colosseo e quindi via Labicana. Con una virata di 90gradi in prossimità dell’incrocio con via Merulana, il tracciato risale fino a Santa Maria Maggiore, e successivamente si piega - in discesa - in direzione Piazza del Popolo grazie all’attraversamento del traforo di Via Nazionale, segmento tra l’altro tipico di molte corse romane.  Attraversata la Piazza e guadagnato il ponte, il percorso riattraversa il Tevere per rientrare lungo il quartiere Prati, tratta finale di circa un paio di km.

Quanto ad Atleticom ASD, oggi partecipiamo in quattro: Angelo, Simone,  Sanaa, e Vittorio (io); peraltro con una novità importante: oggi è infatti il “battesimo” di Sanaa, tesserata di recente, alla sua prima competitiva (e la prima corsa di 10km). I migliori auguri sono da noi tutti rivolti a Sanaa per questo importante e primo traguardo, con un grande in bocca al lupo e forte incoraggiamento al proseguo del suo allenamento.

Anche per quanto mi riguarda, e’ stata una giornata senz’altro da ricordare.

Innanzitutto, questo evento rappresenta la mia “ultima corsa” prima di un importante competizione internazionale che si terrà nelle prossime settimane; avevo pianificato quest’ultimo appuntamento già in ferragosto scorso, programmandolo anzitempo in relazione al mio ciclo di allenamento autunnale che, appunto, si sarebbe concluso oggi.

Un secondo importante punto, tra l’altro decisamente più importante del precedente ed imprevedibile ai tempi della mia iscrizione, riguarda il la partecipazione e l’incitamento di mio figlio Giorgio (un anno e mezzo esatto): questo, senza dubbio, renderà questa corsa davvero unica nei miei ricordi. Il mio piccolino mi salutava, lì, sul ciglio della strada nell’angolo di Via Merulana, con la mamma che lo esortava; entusiasta e saltellante dentro il suo passeggino, gridava “Papà”, eccitato di scorgermi in mezzo a tanti altri buffi uomini in canottiera e scarpe colorate che correvano senza un perché. Il percorso passava praticamente davanti casa: l’angolo tra Labicana e Merulana, oltre ad essere un rinomato crocevia romano è per me il personale punto di “snodo famigliare”, dal quale si va all’asilo di mio figlio, all’ufficio di Francesca, al mio medico, il nostro supermercato e alla mitica lavanderia indiana; rappresenta, infine, il punto di inizio di tutte le mie corse in solitaria. Curioso passarci di fronte in una competitiva, e quale migliore occasione per dare a mia moglie Francesca un appuntamento esatto, così da permettere alla mia famiglia di scendere in strada all’ora stabilita, e vedere Papà che si esibisce.

Dal punto di vista atletico, infine, mi ritengo piuttosto soddisfatto: il tempo non è stato il migliore -  circa 3:48min/km, 10,2km chiusi in 00:38:01- praticamente il mio standard per questo tipo di lunghezza e senza alcun punto di eccellenza, se si esclude un km effettuato al di sotto dei 3:09; di soddisfazione è stato tuttavia l’equilibrio complessivo che sono riuscito ad ottenere in questa gara: proprio di recente rimpiangevo di averlo perso, con un forte bisogno di ritrovarlo in preparazione  della lunga che si terrà a breve. Stavolta sono riuscito finalmente a concentrarmi di nuovo su me stesso, ritrovando l’economia del mio passo, estraniandomi dalla gara per parlare esclusivamente al mio corpo, esaminando minuziosamente i particolari delle mie prestazioni e il funzionamento della mia “meccanica interna” lungo l’intero tracciato percorso. Un ‘dialogo interiore’, questo, che negli anni mi ha permesso di percorrere lunghi tracciati senza segni di affaticamento o postumi critici.

Alla prossima gara!